Alfredo Cospito: innocente

Piazza del Quirinale, 41, Roma. La Corte Costituzionale conferma la legittimità dello Stato di difendersi con qualsiasi mezzo dall’uomo, l’anarchico Alfredo Cospito che tanta paura fa a chi difende il diritto eguale tra diseguali, la proprietà privata del capitale e la sacralità del profitto.

Dal civico 41 della piazza del Colle si conferma il regime di carcere duro a Cospito: che rimanga chiuso dalla legge del profitto secondo la civiltà delle pene e del 41bis.

Chi certamente non rimane sorpreso della decisione del democratico consesso istituzionale e costituzionale è proprio l’anarchico Cospito. Il giornale “la Repubblica” paventa “e ora si temono attacchi terroristici”.

Eppure si condonano le negligenze sulla sicurezza sul lavoro, dove il macchinario che gira al ritmo sfrenato della produttività stritola l’operaio. Dal consiglio di amministrazione, al direttore di fabbrica e all’ispettorato del lavoro tutti giustificati con l’attenuante di servire il valore del capitale.

Ossi di seppia e resti umani nel Mediterraneo lasciati affogare per proteggere il confine che difende il mercato nazionale: Stato e suoi servitori assolti per non aver commesso il fatto.

Nuovi schiavi raccolti nella tratta e organizzati nell’inclusione accogliente dei campi di allestimento per immigrati da parte delle ONG finanziate dallo Stato e dalla UE: riconosciute loro tutte le attenuanti perchè le ONG sono a servizio della filiera della grande distribuzione e dell’agrobusiness cui serve forza lavoro ad un costo stracciato per competere sul mercato mondiale.

Si finanziano campi lager oltre confine, si armano i nuovi crociati del sacro Occidente Impero con armamenti sosfisticati atti a compiere il massacro intelligente della povera gente: tutti assolti per legittima difesa dei valori democratici liberali.

Il sistema delle Banche e della Finanza concede un credito a strozzo spogliando l’indebitato, l’uomo, famiglie proletarie o intere popolazioni del Sud del Mondo di ogni bene e sostentamento: tutti assolti, è il sistema del mercato, dei tassi di interesse e dello scambio del valore secondo la regola del dare e depredare.

Si scarica in mare, cielo e terra ogni residuo merdoso della produzione della merce capitalistica, stuprando le forze della natura: tutti assolti perchè è parte del progresso produttivo infinito.

E il terrorista sarebbe Alfredo Cospito?

Dal pretore, al magistrato fino alla Corte Costituzionale, tutti sanno che non è l’uomo, l’anarchico Cospito ad incutere paura. Si sancisce il regime del carcere duro del 41bis nel fine pena dell’ergastolo, per mandare un segnale terroristico a chi vorrà lottare contro lo stato di cose presente, per sottolineare che la prigione sociale fuori dal carcere, che scricchiola sotto l’incedere di una crisi sistemica generale, tutto sommato è più sopportabile del sistema delle pene, soprattutto per sancire che è il “migliore dei mondi possibili”.

Alfredo Cospito deve tornare libero proprio perchè ha commesso il fatto, un atto dimostrativo volto a significare che non se ne puó più contro il terrorismo del regime del profitto. Dunque, per legittima difesa, “istigato a delinquere” dalle nefandezze del sistema economico e sociale sopra di lui che ci determina, anche se una reale sollevazione del movimento reale che abolisce lo stato di cose presente non si dà attraverso atti dimostrativi.

Alfredo Cospito, innocente!

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