“Assalto alla CGIL”: i fatti dietro al titolo

È un peccato che nessuno della sinistra di classe possa riportare la reale dinamica dei fatti che stanno dietro al titolo altisonante dei mediaioli che fanno propria la declamazione del sindacato corporativo CGIL.
La verità dunque sarebbe quella di Landini unanimamente accolta dai media, ma soprattutto dallo Stato, dalle forze politiche tutte (incluse le sottopulci comuniste troskyste e staliniste) e dai potentati economici.
La CGIL, al pari dello Stato Democratico, avrebbe subito una aggressione di stampo fascista e squadrista che è rivolta contro gli onesti lavoratori (ovviamente esclusi quelli non vaccinati) e contro la democrazia.

Al pari della sinfonia mediaiola si aggiungono le micro forze comuniste che parlano di Camera del Lavoro assaltata dallo squadrismo fascista, chiamando alla autodifesa operaia e ad essere questa mattina tutti a Corso Italia 25 sotto la domus aurea della CGIL nazionale in solidarietà di Landini.
Immaginiamoci la scena: da Renzi, a qualche sottosegretario o ministro, a formazioni comuniste micro residuali e a Marco Rizzo che bel fronte unico di classe.

Ma cosa è realmente accaduto ieri davanti alla sede della CGIL nazionale appena prima che un gruppo folto di militanti fascisti di Forza Nuova forzasse le porte del quartier generale del sindacato nazionale e ne imbrattasse il piano terra?

Bisogna riflettere che sebbene la CGIL vanta (esclusi i 3 milioni di iscritti pensionati) ancora due milioni e più di lavoratori attivi, che la sindacalizzazione dei lavoratori attivi negli ultimi anni sia scesa dal 48% al 34%, debacle comune a tutto il movimento sindacale dei paesi occidentali. Il numero di lavoratori, soprattutto tra i giovani, che non sono iscritti ad alcun sindacato è la componente maggioritaria dei lavoratori. Non è tempo e luogo qui di analizzarne questo processo reale, ma constatare che tra questi non vi siano lavoratori col “culo al caldo”, ma in grandissima parte siano lavoratori che non si sentono tutelati dai sindacati maggioritari e corporativi e dunque accettino il ricatto dell’economia è facile da intuire. Di fronte ad un movimento sindacale inconcludente, corporativo e collaborativo nei confronti della prioritaria necessità dell’economia, tanto vale tanto è meglio non essere iscritti e seguire il consiglio del “padrone” di turno. Tanto più è vero quando questo lavoratore è precario e non tutelato da alcuna contrattazione sindacale. Soprattutto se esso è un immigrato sottoposto al ricatto del permesso di soggiorno le cui leggi che l’hanno introdotto e rafforzato negli ultimi decenni e che la CGIL non contesta.

In sostanza per questi lavoratori la sede nazionale della CGIL è vista come una istituzione parastatale, che non tutela il lavoratore e le cui ricette – a dar retta al padrone – siano addirittura incoerenti per la salute della buona economia capitalistica. Insomma non solo parastato ma anche escrescenza burocratica e parassitaria alle spalle della società che lavora e produce la ricchezza sociale (appropriata da pochi).

E la distanza che separa la CGIL dalle necessità dei lavoratori, tanto più se vittime del precariato sociale cronico o se sono proletari immigrati è sempre più enorme e la sua burocrazia è dolosamente sorda.

Che venisse attaccata una sede territoriale della CGIL, una Camera del Lavoro (cosa che la sede di Corso Italia non è!) avrebbe si il senso ed il valore contraddittorio e drammatico dove la contestazione di una parte di lavoratori si rivolge anche contro quella parte minoritaria di lavoratori iscritti ai sindacati (a quel 34% di lavoratori).

Ma così come la distanza che separa la burocrazia dei vertici confederali dalle necessità reali dei lavoratori senza tutele e senza riserve è enorme, così la distanza tra Corso Italia e via Buonarroti di Roma (dove vi sono le sedi territoriali di Roma e provincia della CGIL, dove vi si riuniscono gli attivi dei delagati sindacali di Fiom, Filt e Filcams – ogni quando muore il papa) è ancor più abissale.
A buon ragione ieri l’assalto fascista di Forza Nuova non è stato ad una Camera del Lavoro, ma alla sede nazionale della burocrazia sindacale che essa stessa è sempre più distante dalla propria organizzazione territoriale, dai propri delegati iscritti.

A leggere Roma Today circa i fatti di ieri di Corso Italia (al di là dei numeri forse un po’ esagerati) la dinamica è tutta altra cosa da un assalto fascista tout court.

Nei minuti precedenti alla incursione dei fascisti, un folto gruppo di manifestanti (Roma Today dice qualche migliaia) ha raggiunto Corso Italia 25 evitando i blocchi della polizia. Sotto la sede della CGIL nazionale oltre ad altri motivi legittimi di contestazione e denuncia dell’accodamento confederale e della CGIL al Green Pass obbligatorio abbia gridato “Landini dimettiti” come slogan più gettonato!

“Landini dimettiti”? “Landini dimettiti”????
Abbiamo inteso bene?

Questo non puó averlo gridato il fascista di Forza Nuova. Quanto la narrazione mediaiola ha descritto in video sono solo quegli slogan gridati nei minuti successivi dai fascisti “comunisti di merda” mentre forzavano l’ingresso della sede nazionale della CGIL.

“Landini dimettiti” è l’istinto di quel lavoratore cui l’attacco generale portato dal capitalismo e dal governo Draghi – di cui l’obbligo del Green Pass è precondizione per lavorare e per campare ed è parte integrante dell’offensiva generale ai lavoratori – che accomuna sia il lavoratore senza sindacato che quello che al sindacato è iscritto, entrambi morsi duramente alle caviglie nella loro condizione di lavoratori.

Solo dopo Forza Nuova e nei minuti successivi sfonda il portone ed irrompe nella sede della CGIL per rafforzare un orientamento estraneo alla lotta contro il Green Pass come lavoratori, sottolineando che l’organizzazione sindacale in quanto tale è un orpello parassitario contro il popolo indistinto.

Ma saremmo dei fessi se ritenessimo che i fascisti di Forza Nuova siano degli incompetenti politici perchè grottescamente tatuati. Loro hanno capito bene che dal punto di vista di quei lavoratori che gridavano “Landini dimettiti” la sede nazionale della CGIL di Corso Italia 25 non è vista come una “Camera del Lavoro”, bensì come quella sede burocratica che si allinea al governo Draghi ed alla sua intera politica, così lontana dai luoghi dove i lavoratori si organizzano. Se fosse stata una vera Camera del Lavoro territoriale dove i lavoratori si organizzano e si riuniscono quanto visto ieri non sarebbe accaduto per uno squisito calcolo politico.

Chi oggi esprime solidarietà alla CGIL a Corso Italia 25 rende non solo un bel servizio a Landini nel silenziare come fascista la contestazione dal basso che è possibile si rafforzi dal 15 Ottobre prossimo, ma anche alla capacità di dissuasione e repressione del Governo Draghi contro i lavoratori e contro chi non ci sta all’estensione del dominio dittatoriale capitalista all’intera società.

16 pensieri riguardo ““Assalto alla CGIL”: i fatti dietro al titolo

  1. Questo articolo è piuttosto contraddittorio: la cgil, come sindacato è un pilastro del moderno stato capitalista o no? non si capisce, da un lato sembra che le burocrazie di corso italia tiranneggino i bravi sindacalisti delle sedi territoriali. Poi, se la sede fosse stata una camera del lavoro… ma di cosa si sta parlando? dove stanno queste camere del lavoro? cosa centra la cgil con delle istituzioni che esistevano e avevano un senso si, ma 100 anni fa? non è chiaro.
    I lavoratori che gridavano “landini dimettiti”, abbiamo testimonianze, prove, filmati?? o tutto questo articolo si basa solo su un pezzo fatto male di un giornalaccio qualsiasi? Anche questo non è chiaro.
    Lotus

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    1. Beh li hai visti i facchini della logistica iscritti al Sol Cobas che a Milano oggi quando il corteo ha sfilato davanti alla sede regionale della CGIL hanno gridato “no green pass” e “Landini dimettiti”? Bene l’articolucolo cui ti riferisci a me non pare fuori dal mondo la sua descrizione: per esempio lavoratori della sanità o personale scolastico (quelli che una volta si chiamavano bidelli) e altro tipo di lavoratori (la piazza era nazionale) fossero lì sotto… non ci vuolo molto intuito per capire che è una dinamica possibile, sopratutto dopo le iniziative di lotta e sciopero dei portuali di Trieste, che della presa di posizione pubblica del comitato dei disoccupati di Napoli “Banchi Nuovi” che di buona parte degli stessi operai napoletani della manutenzione stradale iscritti al SI COBAS. Infatti esordisco peccato che non ci fosse la sinistra di classe a monitorare… Sulle “Camere del Lavoro” un conto se si tratta una territoriale dove si riuniscono i lavoratori iscritti (la relazione non è tra Corso Italia ed i funzionari territoriali, ma tra questi e gli iscritti). Inoltre specifico che nelle camere del lavoro territoriali (per esempio a Roma dietro Colli Albani) oramai gli attivi tra gli iscritti ed RSU avviene “quanno more er papa”.

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      1. Quindi passi da “le cose sono andate così…” a “è una dinamica possibile”, ok, solo che di dinamiche possibili ce ne sono infinite e allora si abbandona la politica e si finisce alla letteratura. COmunque è un tema secondario.
        Più pesante mi sembra la posizione da “il sindacato è un altra cosa” che esprimi: le sezioni territoriali della CGIL sono buone ma tiranneggiate dalla cattiva burocrazia di corso italia. Scusa, ma non è così: il sindacato CGIL è una cosa ben definita (un ingranaggio del sistema), poi ci possono sicuramente essere dei lavoratori sinceri che ci credono, alla base, per carità, ma a questi dobbiamo mostrare che il loro sindacato è una stampella del capitale e come tale un’ostacolo sempre e comunque (spesso un nemico) sulla ripresa della lotta di classe. E, perdonami, ma questa cosa non cambierebbe di una virgola se (com’era negli anni ’70, quando la CGIL era il primo argine per mantenere la lotta di classe nei binari istituzionali) gli attivi si tenessero “ad ogni piè sospinto”.
        A questo punto o diamo una valutazione molto diversa di che cos’è la CGIL dal secondo dopo-guerra ad oggi, oppure ti sei espresso molto male, in entrambi i casi, può capitare.
        Lotus

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      2. Caro Lotus, non capisco se fai finta di non capire o hai letto superficialmente. Non parlo delle sede territoriali con funzionari e distaccati. Parlo di luoghi dove i lavoratori iscritti (come me dal 1994 al 1999 lavoratore iscritto FIOM) al di là della fabbrica di appartenenza discutono questioni della categoria.
        La tua inisistenza a pretenziosamente fuorviare uno scritto è inossidabile. Ma perchè piuttosto non ti esprimi nella sostanza? Che pensi del green pass e dell’obbligo vaccinale? Cosa pensi della contestazione soprattutto in altre piazze ai sindacati confederali e alla CGIL che hanno una ignobile posizione anti proletaria sul green pass? Che pensi di quei sindacati di base dell’11 Ottobre che stanno paurosamente scivolando a destra e che si impegnerebbero per il “tampone gratuito” mentre gli operai del porto di Trieste hanno rispedito al mittente questa fetida carota? Che dice il tuo “partito” del volantino di Programma Comunista (con mia sorpresa) che a memoria l’8 agosto si espresse su tutta questa materia, eh?
        Please, rileggere attentamente il passaggio:
        “… Che venisse attaccata una sede territoriale della CGIL, una Camera del Lavoro (cosa che la sede di Corso Italia non è!) avrebbe si il senso ed il valore contraddittorio e drammatico dove la contestazione di una parte di lavoratori si rivolge anche contro quella parte minoritaria di lavoratori iscritti ai sindacati (a quel 34% di lavoratori).

        Ma così come la distanza che separa la burocrazia dei vertici confederali dalle necessità reali dei lavoratori senza tutele e senza riserve è enorme, così la distanza tra Corso Italia e via Buonarroti di Roma (dove vi sono le sedi territoriali di Roma e provincia della CGIL, dove vi si riuniscono gli attivi dei delagati sindacali di Fiom, Filt e Filcams – ogni quando muore il papa) è ancor più abissale…”

        dove vi si riuniscono gli attivi dei delagati sindacali di Fiom, Filt e Filcams – ogni quando muore il papa

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    2. Poi mi pare sia stato più che esplicito nell’affermare che non una “Camera del Lavoro” è stata “attaccata” (come sostiene la stragrande maggioranza della sinistra inclusa certo ciarpame cosiddetto troskysta – povero Leone) ma una organizzazione parastatale (come giustamente vista dalla maggioranza dei lavoratori che iscritta a qualsiasi sindacato non è) che fa delle necessità dell’economia capitalistica e del suo “benessere” la priorità.

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      1. Abbi pazienza,
        ma non vedo veramente cosa ci sia di sconvolgente nel fatto che dei lavoratori si incontrino in una sede sindacale “discutono di questioni di categoria”, sinceramente penso che lo facciano anche nelle sedi dell’UGL. Quindi scusa, ma non capisco perchè questa informazione sia rilevante, poi lo fanno sempre meno, ma questo fa parte dei tempi miseri che viviamo in termini di lotta di classe.
        Ti ringrazio per la segnalazione del volantino di programma che trovo buono, non lo avevo letto.
        Sul Green Pass ritengo che sia la foglia di fico dietro a cui la borghesia cela le sue gravi responsabilità nella gestione della pandemia, per scaricarle tutte sui lavoratori. Sui portuali di Trieste, che conosco benino avendo origini là, mi sembra che stiano facendo una buona cosa, sul fatto dei tamponi invece non concordo, i tamponi e il tracciamento attivo dei casi positivi penso siano un dispositivo efficace. Ma non so se tu neghi proprio la pandemia, o se suggerisci altre strade per contrastarla. Dal canto mio il covid c’è, il vaccino è uno strumento utile, la borghesia però non garantisce nemmeno il minimo di sicurezza, dal punto di vista sanitario, precauzioni etc. e quindi va denunciata per questo. Sui sindacati di base, sono scivolatori professionisti, quindi non si può che prendere atto.

        Detto questo tu affermi che “la distanza tra Corso Italia e via Buonarroti di Roma” è abissale, io ti dico che sono sedi del sindacato CGIL che ha la funzione di… percui puoi anche dire che la corda della ghigliottina non ha la stessa funzione della lama, ma se le due non lavorassero assieme la decapitazione sarebbe comunque impossibile, quindi il problema è: qual’è la tua posizione sul sindacato che taglia la testa allo slancio combattivo dei lavoratori ogni volta che lo ripropongono, che poi vengano raggirati prima e abbattuti poi da corso italia o da via buonarroti, sinceramente, credo cambi poco.
        Lotus

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      2. Dico che è abissale la distanza da quei luoghi dove i lavoratori iscritti si possono confrontare. Via Buonarroti è solo un esempio perchè negli anni ‘90 era un luogo ancora di dibattito non solo tra delegati, ma anche per i semplici iscritti, dove ci per esempio ci organizzammo (delegati e semplici iscritti) per volantinare in occasione di uno sciopero generale per il CCNL sotto i grandi call center TIM e Omnitel dove ancora quei lavoratori erano inquadrati come metalmeccanici. Avrei potuto usare la sede territoriale Roma Sud a Colli Albani. Ma ovvio in questi posti e per l’arretramento dei lavoratori e per il collaborazionismo nella sostanza dei vertici (alti, medi e bassi) i lavoratori veri ci si vedono solo “quanno more er papa”. Su cosa penso e pandemia e vaccini basta che fai una ricerca usando come “tag” coronavirus, o covid o vaccinazione capitalistica. Ti suggerirei “la fase tre della pandemia” o “la guerra dell’uomo capitalistico alla pandemia” o anche l’ultimo “il fronte del porto”. La pandemia è un fatto reale, ma scientificamente il covid (cosa diversa dal virus) ha un impatto tragico per la determinante “pandemia sociale” del capitalismo, che sta distruggendo le condizioni di riproduzione della vita stessa. Ora non si tratta di dirsi che il virus è innocuo, bensì che anche un virus non terribile crea un disastro perchè è quella pandemia sociale che fa saltare il tappo. Se studiassimo la storiografia scientifica (Laura Spinney) ed analizzassimo per esempio la Spagnola e dove e perchè fu un evento tragico capiremmo che la lente scientifica epidemiologica non è sufficiente a spiegare il fenomeno. Scientificamente poi virus molto più letali (tasso di mortalità intorno all’80%) tipo SARS o EBOLA non possono diventare pandemici proprio perchè dal contagio alla morte dell’ospite passano pochissimi giorni. Quindi la mia posizione è diametralmente opposto, non è vero che è una “semplice” influenza, perchè basta poco più di una influenza ad uccidere (perchè il livello pandemico del capitalismo tracima di merda). Poi c’è lo scrittarello “scienza, progresso scientifico, superstizione e complottismo..” che aggiorna il mio punto di vista su questi temi e sul perchè sono contro ogni dispositivo sanitario messo in campo dagli stati, lockdown inclusi…

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      3. Ah sulla mia posizione sul sindacalismo come strumento in generale? È un ragionamento troppo lungo che ci rimanderebbe su “il comunismo è il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente”…

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  2. Stra accidenti! a me pare che l’equivoco nasca dal intendere cosa è storicamente la CGIL cioè anello di congiunzione tra governo imprenditori e lavoratori al pari di CISL e UIL hanno sempre avuto il compito di fare inghiottire amare pillole NON sono realtà rivoluzionarie chi vi ci iscrive è ben conscio di questo ( ho tanti di quei racconti di papà di come e perché erano organizzati gli scioperi nei decenni d’oro…per loro…) e se ha uno stomaco ben protetto da peluria ne approfitto cullandosi dei “privilegi” che l’iscrizione gli crea…a parte questo preambolo magari inutile trovo altrettanto inconcepibile manifestare insieme a fascisti addirittura regalare a loro motivazioni fino a difenderli tra le prime lezioni che ci da la storia è prenderne distanze già che si tratta di vermi sempre pronti ad approfittare delle debolezze altrui. cordiali saluti ✊

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    1. Insomma mi pare di capire che secondo te un lavoratore è iscritto alla CGIL come minimo è un individuslista opportunista. Ma quando un lavoratore contesta la CGIL per il suo ignobile accodamento al diktat dello Stato sul green pass (come lo è di fatto sugli altri fronti) dovrebbe possedere il dono della coscienza di classe a priori (dopo essere stato anchd annichilito dalla stessa CGIL in anni del rispetto delle compatibilità capitalistiche e di bilancio dello stato) e avere la capacità di evitare che i fasci provino a cavalcarne l’onda del malcontento e della protesta. Ahimè il marxismo ci insegna che non è la coscienza a determinare le condizioni della vita e dunque dell’azione…

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    2. Solo che i fascisti contestano l’obbligo vaccinale per amor di patria tradita, il lavoratore che lo fa perchè sente alle caviglie il morso della crisi rafforzato dal nevroticismo borghese sul covid e dallo stato di emergenza posto per decreto dal governo ormai da quasi due anni. Le traiettorie sono divergenti e confliggenti, perchè la patria non dà resilienza, l’Italia del popolo sovrano non ha pagnotte da regalare (basta guardare la BREXIT)… tantomeno l’unione sacra nazionale che sostiene il governo, quanto l’union sacré perseguita dai fascisti…

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    3. Ovvio che mi rammarico della presenza fascista che a Roma imprime una certa egemonia. Ma questo problema non lo scarico su quei lavoratori che lottano contro l’imposizione del green pass e tantomeno ritengo che l’antifascismo in sè possa rafforzare la proiezione di classe…

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  3. Leggendo di questi vomiti spacciati per articoli, si comprende lo stato confusionale di tanti pseudo intellettuali in questo disgraziato paese. Stare qui a disquisire sulla Cgil e la sua rappresentatività o meno della fu classe operaia, fa passare in secondo piano l’aggressione e le devastazioni subite da un sindacato, quasi giustificando i fascisti. Riportando paro paro, le stesse tecniche di comunicazione con cui si tende a giustificare gli stupratori, colpevolizzando le vittime. Complimenti!

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    1. Ciao Silvia, se vuoi puoi leggere ben altri articoli che indicano che la solidarietà di classe è un dovere che non richiede alcun “pass” sindacale, dunque la loro solidarietà va anche alla CGIL aggredita. Solo che la CGIL accondiscende che il pass, quello vero, quello del lasciapassare vaccinale venga imposto al lavoratore e che più di qualche lavoratore, perdonami il termine, ne ha le palle piene, dagli operai di Trieste e di altri porti, fino ad una parte di lavoratori della manutenzione stradale. Allora in secondo piano, non ci finisce la cosiddetta aggressione fascista (ma come non hai visto il premier Draghi recarsi alla CGIL e abbracciare Landini? Di che sottovalutazione stai parlando?), ma ci finisce la leggittima contestazione Landini dimettiti di lavoratori veri che erano a Corso Italia 25 sabato scorso in virtù del fatto che poi – ed anche per il doloso accodamento di tutta la sinistra alla impalcatura politica di “sanità pubblica” imposta dallo Stato in nome degli interessi generali ed impersonali del capitalismo – quattro topi di fogna hanno colmato il vuoto politico e cavalcato la protesta. Ma vedrai che al porto di Trieste dove il vuoto politico assoluto degli operai e lavoratori non c’è, i fascisti di Forza Nuova non ci saranno, come hanno il profilo molto basso ai cortei triestini. E nonostante questo la repressione dello Stato si autorappresenterà non per il fascismo squadrista, ma per quello della piazza in lotta. Già in questi giorni gli intellettuali borghesi hanno riesumato che il fascismo storico aveva un seguito di massa perfino a coinvolgere settori della classe operaia. Quindi il piatto è servito, se il manganello si abbatterà sugli operai del porto il 15 ottobre si dirà che è stato atto necessario in nome dell’antifascismo…

      https://www.open.online/2021/10/13/covid-19-no-green-pass-portuali-trieste-stefano-puzzer-intervista/

      Qui a parlare è un operaio del porto vaccinato, che in virtù della sua collocazione di classe sta intuendo che la cura capitalistica vaccinale è una fregatura e per come applicata in Italia addirittura criminale.
      Un caro saluto da un lavoratore salariato che produce merce capitalistica, che non è laureato e soprattutto non è un intellettuale

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  4. Dunque, vorrei sgombrare il campo da ogni equivoco:
    Anzitutto sono silviatico e non silvia;
    Poi intendevo discutere della violenza perpetrata contro un sindacato e della tacita acquiescenza di quanti erano presenti in piazza in quel momento.
    Se si distacca questo fatto dal chiacchiericcio, forse si arriva a comprenderne la gravità. Se, al contrario, si continua a discettare di quanto possa essere simpatica o meno la Cgil, oppure della lotta di classe, vuol dire che non si è capito nulla della situazione attuale.
    Tutto qua.
    Poi possiamo parlare di vaccini e greenpass. Ma non si può sviare da quel fatto gravissimo per la violenza ed il senso di impunità di chi l’ha perpetrato. E che rimanda a tempi assai tristi.
    Chi scrive, è una persona che ha conosciuto e praticato la lotta operaia negli anni’70, il terrorismo, la strategia della tensione, il riflusso degli anni’80 che avrebbe prodotto il berlusconismo negli anni ’90 e ai nostri giorni il sovranismo dei Salvini e Meloni. Tutte tappe che non hanno lasciato scampo ad una sinistra che si è autoaffondata, polverizzandosi.
    Adesso tutta l’energia operaia non la si spende per solidarizzare, lottando per non chiudere aziende che lasciano a casa centinaia, se mon migliaia di lavoratori. Adesso non si lotta per limitare i morti sul lavoro. Adesso, non si protesta per farci ridare indietro la sanità, la scuola, i trasporti… NO, adesso si scende in piazza per un banalissimo pezzo di carta e per un vaccino per il quale dovremmo essere grati, in primis, noi lavoratori. Dovremmo essere grati perché noi non abbiamo le stesse attenzioni e possibilità sanitarie di Trump, Boris Johnson, Bolsonaro, Berlusconi, Briatore… che hanno superato, irridendolo quasi, il contagio.
    NO, stiamo qua a lambiccarci il cervello, dopo più di 130.00 morti e decine di migliaia di persone rese invalide dal contagio e dalla prolungata degenza ospedaliera, sulla dittatura d’ un pezzo di carta che vorrebbe essere solo un incentivo a vaccinarsi , per raggiungere la famigerata immunità di gregge che ci permetta il ritorno ad una vita normale.
    Certo, gli imprenditori hanno il loro tornaconto: più vaccinati uguale meno malattie, quarantene…
    Anche lo stato ha i suoi vantaggi: può proseguire nell’opera di privatizzazione del sistema sanitario nazionale.
    Se vogliamo anche le multinazionali del farmaco hanno il loro tornaconto economico: i vaccini non li regalano.
    Ma anche noi possiamo, per una volta tanto, averci un vantaggio vaccinandoci: il ritorno ad una vita normale. E scusa se è poco.
    Certo, il vaccino non è l’arma risolutiva, ma già il ridurre le possibilità di infezione in forma grave, non mi pare una sciocchezza.
    Il resto sono solo chiacchiere, strumentalizzazioni: le libertà personali, in presenza di pandemie nella storia, hanno sempre subito un restringimento, per permettere alla collettività di sopravvivere. A meno di negarne l’esistenza. Allora, se se ne nega l’esistenza della pandemia, si può anche chiudere il discorso qua.
    Perdona se mi sono dilungato o se risulto poco chiaro e grazie per la cortese attenzione.

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