Fabrizio Ceruso

L’assassinio di Fabrizio Ceruso da parte delle forze di Polizia dello Stato democratico durante gli sgomberi delle case occupate nella borgata San Basilio non è solo un fatto di 45 anni fa, che di generazione in generazione viene ricordato da chi è ribelle nella pancia.

È un fatto di oggi!
A Roma, in Italia, negli Stati Uniti e nell’intero Occidente grasso e nella rampante Cina e nelle sue città sviluppatesi a dismisura per via del suo slancio industriale e finanziario vivono la stessa condizione della San Basilio del 1974. Per non parlare delle favelas del Sud America, del Brasile, dell’Argentina e di tutto il continente che va dal centro al sud America.

Milioni e milioni e milioni di proletari vivono sotto la spada di damocle di rischiare di non avere un tetto sulla testa oggi e domani. Solo in queste settimane negli Stati Uniti si muove la macchina dello Stato per eseguire lo sfratto di milioni di famiglie e di circa 13 milioni di proletari o proletarizzati.

Vuoi che sia una abitazione malsana ma regolarmente in affitto e sotto l’ordine di sfratto o una occupazione di un edificio cadente, in entrambi i casi la speculazione immobiliare le vuole riottenere sotto il controllo della proprietà, lo Stato arriva con la sua Polizia a sgomberare e ripristinare il diritto di proprietà privata del capitale.

Le case di San Basilio poi negli anni ‘70 furono conquistate da un movimento di lotta proletario e popolare, ma San Basilio è stato lasciato a se stesso a degradare.

Se sei un lavoratore immigrato della logistica e nonostante con la dura lotta e la tua autorganizzazione sul tuo posto di lavoro sei riuscito a strappare un contratto di lavoro decente ed un salario operaio di 1800 euro al mese, un affitto in una casa “normale” spesso ti è precluso perchè nella estrema periferia romana l’affitto della nuova edilizia dei costruttori romani ti succhia il 40% del tuo salario. E se vuoi avvicinarti più dentro all’anello del raccordo anulare, via via l’affitto eroderà il tuo salario del 50% o del 60%.
La decisione non è libera e ruota attorno ad un drammatico ricatto: vivere nella “legalità abitativa” col sacrificio di allungare la tua giornata di lavoro che include gli spostamenti dalle 10, 12 o 14 ore al giorno e stringere la cinta per il solo essenziale o occupare.

Roma è una metropoli di cemento di circa 1500 Km2, seconda solo a Londra, ma se si include Mosca è al terzo posto per sua estensione. Un mostro metropolitano nel cuore dell’Europa.

Oggi non c’è un orizzonte per una nuova politica di edilizia popolare, ficchiamocelo nella capoccia questo semplice concetto!

Il progetto di edilizia popolare l’abbiamo già visto applicato negli anni della Repubblica Democratica fondata sull’antifascismo. Roma è un mostro metropolitano che ha trasformato le periferie in carceri sociali. Si vorrebbe saccheggiare ulteriormente quelle aeree non cementificate che poi distruggono l’ambiente di prossimità con la metropoli. Roma la cui acqua millenaria è ottima, in varie aree di Roma Nord non è potabile e i cinghiali in branchi pascolano tra immodizia e degrado.
Questo e non altro sarebbe il risultato di un nuovo piano di edilizia popolare, proletari carcerati ed isolati nel degrado ed i loro figli a giocare con i cinghiali selvatici per le strade.

Allora ricordare l’assassinio di Stato di Fabrizio Ceruso ha senso e lo ha ancora di più perchè non si tratta nè di edilizia popolare o semplicemente di salari migliori o di un lavoro secondo la “equa contrattazione” sindacale.

All’orizzonte c’è una lotta necessaria e dispiegata sul piano complesso e generale della riproduzione sana delle condizioni di vita, che comprende lottare per l’acqua, per le aree verdi, per un cibo sano, per una salute auto organizzata e per una aria degna di essere respirata e per un lavoro sociale non alienato il cui risultato è condiviso nella comunità di ognuno secondo le sue capacità e a ognuno secondo i suoi bisogni.

A San Basilio non c’è riserva per rigenerare i polmoni passando una settimana ai laghi o in montagna, e quanto ci serve è nel cuore del mostro, prendiamocelo.

Fabrizio Ceruso vive.

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