Lettera aperta dagli untori e dai coatti

…Dalle immagini vedo una popolazione giovanile, età media 30 anni, molti con la mascherina al polso nel momento dello scontro con la polizia per attimi sopraffatta dalla rabbia degli umani: giovani donne e uomini, facce bianche e facce nere, facce da indiani e giovani donne colombiane, corpi e braccia tatuate, capelli eccessivamente tinti delle ragazze, decisamente non ben vestiti.

Sembra parte di quel proletariato londinese disgregato quello che spontaneamente assalta la BBC. Non vogliono l’imposizione del vaccino sui bambini, sono stufi di uno stato di emergenza che li costringe ancora di più ai margini del precariato sociale.

I media hanno scatenato la propaganda di guerra già da mesi. La chiamano The Crown Ministry of Propaganda – BBC.

La giornata è iniziata dalla mattina. Decine di migliaia di persone si sono radunate a Trafalgar Square. Poi da lì al Sheperd’s Bush Green park verso le ore 01:00 pm (14:00 ora locale).

Soprattutto c’erano tantissime donne giovani. In queste piazze non ci sono solo bandiere britanniche, ma anche della Palestina, dell’India, del green jack dell’Ulster e dei paesi del mondo colonizzato dall’imperialismo britannico, ora cittadini inglesi ma nella maggior parte di serie B.

Da alcune settimane lo slogan ripetuto dalla piazza è take down the BBC.

La manifestazione ha risposto alla chiamata di un raggruppamento su twitter chiamato Official Voice la cui composizione appare multirazziale. Dalla piazza ad un certo punto centinaia di giovani superando i cordoni della polizia hanno provato a forzare l’ingresso del headquarter della BBC a White City Londra.

Visi da hooligans, ultras e ubriaconi da stadio. Ma non è così che la stampa borghese e la sinistra abituata alla lotta di classe nella comfort zone capitalistica definì i giovani proletari senza riserve che nella notte del 23 ottobre a Napoli ruppero gli indugi del coprifuoco e assaltarono ogni cosa che aveva il blu della polizia ed il nero dei carabinieri? Si disse: eccoli i soliti “fascisti, manovalanza della camorra, delinquenti, feccia sottoproletaria, i soliti napoletani”.

Ah Marx caro Marx. Nel 1867 tu e Engels capiste di aver scritto una stronzata a riguardo di quel proletariato straccione irlandese, il lumpenproletariat della sviluppata Inghilterra. Ritenevate a torto nei primi vent’anni della vostra battaglia teorica e politica che gli ubriaconi irlandesi fossero il tallone di Achille per lo sviluppo della lotta di classe della civilizzata classe operaia inglese. Ma essa, la classe operaia inglese, era solo vittima di se stessa. Lo avete scritto e discusso nei vostri carteggi che avevate torto. Avete dato battaglia ma senza successo nelle associazioni dei lavoratori internazionali della ufficiale classe operaia. Avete scritto e detto, essa, la classe operaia inglese, a dispetto delle sue organizzazioni è politicamente nulla e si muove alla coda della borghesia imperialista, se non riconosce il suo pregiudizio razzista e non si schiera complice con l’Irlanda e con i proletari straccioni irlandesi, prima di tutto. Gli avete attribuito – a schiavitù abolita – la stessa tara razzista che i lavoratori bianchi già mostravano di avere nei confronti dei neri ex-schiavi che migravano nelle città americane del nord degli Stati Uniti d’America rispondendo alla chiamata del capitale industriale.

Perchè non avete stracciato quell’intero capitolo del manifesto comunista, gettato la categorizzazione di lumpenproletariat (proletariato straccione o altrimenti tradotto come underclass, sottoproletariato, o dangerous class) alla critica roditrice dei topi? Le mene conservatrici sono quelle di chi ritiene tutto sommato il capitale ed il suo stato (da rafforzare in vista di una rivoluzione) sia più progressivo della umanità degli incivili. I proletari straccioni di Brixton, quartiere di neri, indiani, pachistani e hooligan bianchi vivono una vita ancor più meschina di prima ora con la pandemia e il suo stato di emergenza imposto. Lo stato di emergenza imposto impedisce loro anche l’annusare l’odore del kebab pachistano per le strade dei loro quartieri, perchè i negozietti vanno chiusi e non è che in questi quartieri vi siano posti e tavoli all’aperto a buon mercato. I ristorantini etnici indiani o pakistani, qui sono squallide tavole calde per proletari straccioni. Come ed anche peggio che per i proletari irlandesi del XIX secolo, rimane loro una annusata di kebab ed una pinta di birra il venerdì sera qui nella Londra e nella Inghilterra cui la deindustralizzazione e delocalizzazione del capitalismo globale ha gettato nel precariato sociale cronico milioni di giovani, donne e uomini, bianchi, colorati e razzializzati.

Proletari ridotti ad un esercito di Chav cui rimane loro viva quella solidarietà coatta che D. Hunter ci descrive nel suo racconto autobiografico. E così gridano giù le mani dai bambini!

Un occidente che pur di convincere alla vaccinazione con un siero sperimentale offre dei soldi: 100 dollari in pronto cash sostiene Biden. Tutta questa roba puzza del peggior marcio razzismo, 100 dollari sono la quantità in scorte alimentari che le multinazionali del farmaco offrono alle famiglie dell’Africa nera affinchè cedano i propri giovani e figli alle fasi sperimentali di farmaci e vaccini, dove se poi qualche centinaia di bambini muore o anche mille rimangono invalidati a vita lo si fa per il bene “supremo”. Ed ecco che ai rozzi ed egoisti black americani ed inglesi, che tre volte di più o cinque volte di più dei bianchi sono riluttanti alla inoculazione del vaccino sperimentale, si offre una mancia, la cui entità è pari al disprezzo che il capitalismo ha nei confronti degli sfruttati razzializzati.

Kebab, corse in taxi, fast food ed altri sconti anche sulle tasse su merci “take away” per i giovani in cambio della iniezione

Ed eccoci qui dopo più di 150 anni, davanti al sorprendente assalto coatto alla BBC, le cui immagini non mostrano nè bottegai, nè ristoratori, nè di gente che pretende uno Spritz in Libertà, a doverci confrontare con chi dalla Comfort Zone dirà ancora una volta e come sempre: “feccia sottoproletaria, al servizio delle mene più reazionarie della borghesia”.

Ma cosa c’è di più reazionario dello stato democratico nella crisi generale di questo sistema basato su dei rapporti di produzione oppressivi e distruttivi dell’intera umanità? O forse ritenete che questo stato possa essere l’ultimo bastione per la vostra comfort zone?

TAKE DOWN THE BBC!

storming the White City London

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: