Colombia, Cali, Valle del Cauca: scene di guerra di classe

Colombia, Valle del Cauca, Cali: scene di guerra di classe e la rabbia proletaria si riversa nei quartieri della ricca borghesia bianca!

La rabbia del proletariato indigeno invade le aree residenziali della ricca borghesia bianca, la polizia spara ad altezza d’uomo.


Abbiamo visto in questi giorni il governo Duque, la polizia, l’esercito e le forze paramilitari cercare di domare con la violenza l’improvvisa e spontanea rivolta dei lavoratori, del proletariato meticcio, mulatto (nero), amerindo e indigeno.


A Bogotà, Medellin e Cali abbiamo visto la polizia e l’esercito sparare ad altezza d’uomo contro le manifestazioni di massa, i blocchi della panamericana ed i giusti saccheggi dei supermercati. Le forze paramilitari in strada sparano a chiunque scende in strada nei quartieri poveri, mentre il numero dei morti nelle strade e dei desaparecidos aumentano.


ABBIAMO VISTO A CALI POLIZIA E MILITARI BOMBARDARE I QUARTIERI PROLETARI E POPOLARI CON RAZZI E MORTAI.


A Cali la “MINGA INDIGENAproletaria e contadina è in prima fila nella resistenza proletaria, come il proletariato indigeno partecipa unitamente a quello meticcio, mulatto e amerindo in tutto il paese.


La Colombia è terra in cui il colonialismo e l’imperialismo capitalista poi hanno realizzato la sottomissione e divisione del proletariato secondo le linee dell’oppressione del colore, della razza e della supremazia bianca, oppresso le popolazioni contadine indigene povere continuamente espropriate delle loro terre. L’oppressione di classe degli sfruttati si realizza divendendo e discriminando il proletariato al suo interno tra meticci, mulatti, amerindi e indigeni e lavoratori bianchi. La popolazione della Colombia è per il 70% di non bianchi, e tra i non bianchi vi è la massa degli sfruttati colombiani.

Le popolazioni indigene e la sua comunità di resistenza “La Minga” è quella parte degli sfruttati colombiani che ha subito in questi anni e subisce le peggiori violenze da parte del capitalismo razzializzato. Esproprio delle terre delle comunità povere contadine, cacciata delle popolazioni indigene dai loro villaggi rurali, attraverso la violenza dei bombardamenti con droni dal cielo e attraverso le forze militari e paramilitari da terra. I leader ed i rappresentanti indigeni, i loro rappresentanti sindacali vengono uccisi e assassinati. Le poplazioni indigene vengono così violentemente urbanizzate nel vortice dello sfruttamento capitalistico nelle fabbriche.

La Minga Indigena a Cali è la prima fila della resistenza di classe proletaria e degli sfruttati e controattacca.
Durante la giornata del 9 maggio 2021 giornata gli sfruttati di “Puerto Resistencia” non sono rimasti a guardare ed hanno attaccato le aree residenziali ed i quartieri della ricca borghesia bianca, violato le loro proprietà private, le loro belle ville in mezzo ai parchi floridi e le loro piscine.

L’ingovernabilità della crisi del capitalismo sta suscitando scene di una guerra sociale di classe contro la classe degli sfruttatori!
Mentre la polizia spara contro gli “invasori” delle aree residenziali borghesi, il governo Duque ha comandato un maggior dispiegamento militare a Cali e nella Valle del Cauca con il mandato di ristabilire l’ordine con ogni mezzo.

Intanto, una campagna mediatica e politica razzista è in atto per isolare e dividere il proletariato Colombiano. Dicono: “vedete La Minga non è quelo popolo indigeno pacifico e non violento. Sono barbari e incivili che minacciano donne e bambini” (e la proprietà privata aggiungerei).

la canea mediatica razzista contro la Minga Indigena

Ma chi è minacciata è la borghesia bianca ricca che esercita il proprio privilegio, che gli concede la sua posizione all’interno del più generale modo di produzione capitalistico, attraverso l’oppressione di classe e di razza, difesa e protetta dalla forza militare dello Stato.

Proletariato e lavoratori della Colombia, meticci, mulatti, amerindi e giovani proletari bianchi, non lasciate sola la prima linea della resistenza a Cali!

Non lasciate che la lusinga del Governo Duque, che sta accettando di incontrare alcune delegazioni sindacali di lavoratori e disoccupati, vi separi dal proletariato indigeno.
Il cappio che si stringe intorno al collo degli sfruttati indigeni è fatto della stessa corda con cui il capitalismo si appresta a stringerlo intorno al vostro collo e alla stragrande maggioranza di voi, degli sfruttati di classe tutti della Colombia.

Viva la resistenza della “Minga Indigena”!

Sosteniamo la prima linea della resistenza di classe a Cali contro l’oppressione del capitalismo razzializzato!

La barbarie è altrove, è nello sfruttamento capitalistico dell’uomo sull’uomo a vantaggio di pochi ricchi borghesi!


Dal 2020 al 2021, i semi della sollevazione del nuovo mostro proletariato meticcio prorompe dalla crostra terrestre, determinato, costretto ad agire da un capitalismo in declino e sempre più in crisi. Le determinazioni oggettive di questa crisi stanno aprendo le porte verso nuovi orizzonti di cui possiamo al momento solo intravederne i segnali di fumo alti in cielo. Non sarà adesso, non sarà domani, ma nemmeno in un futuro lontano. Intanto, benvenuto nuovo mostro proletario, benvenuta la “minga” indigena che ne è parte.

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