Contro Biden, contro Trump e contro la chiamata in armi a difesa del simulacro dello Stato democratico

crepitii e brace dalla bocca del vulcano

La mobilitazione di massa reazionaria va contrastata stando ben piantati sulle posizioni di classe. Mai, dico mai e poi mai confondendosi con “l’antifascismo” della borghesia liberal-progressistaNucleo Comunista Internazionalista.

articolo in inglese

Quello che abbiamo assistito seguendo le dirette da Washington D.C. oggi 6 gennaio 2021 può essere sembrato surreale o un “complotto per le masse”.

Non lo sono affatto.

Il 2020, sin dai primi giorni dell’anno ci ha indicato che stavamo entrando in un passaggio critico della lunga crisi del capitalismo, che è sistemica, generale e che almeno dal 2008 stava scavando sottotraccia, e che nel 2020 ha cominciato a scuotere l’intera società putrescente del capitale, fin dentro il cuore del mostro imperialista, gli Stati Uniti d’America.

Il 2020 è iniziato con una ripresa della aggressività imperialista a stelle strisce:

  • Le iniziative contro la Corea del Nord
  • Le iniziative contro la Cina
  • Gli attacchi missilistici contro l’Iran
  • La continua iniziativa in Medio Oriente ed in Siria per il rafforzamento del cane da guardia Israele, i suoi sodali dell’area e la balcanizzazione della Siria e il soffocamento della Palestina
  • I tentativi di sovvertire il Venezuela e piegare l’intera America Latina al dominio Yankee

E’ stato il 2020 delle devastazioni naturali in Australia e in California dove il riscaldamento globale ha scatenato incendi boschivi incontrollabili.

E’ stato l’anno dove a questa devastazione della natura, causata dal produttivismo capitalistico per l’accumulazione continua del plusvalore a danno delle forze produttive naturali, del mondo biologico e degli sfruttati di tutto il mondo, la natura ha risposto con il virus e l’ennessima pandemia dell’era capitalistica.

E’ stato l’anno in cui il capofila di questo sistema mondiale di sfruttamento e di oppressione è stato scosso da un insorgente ribellione del proletariato multirazziale e meticcio contro il capitalismo razziale, la schiavitù vecchia e nuova ed il colonialismo interno degli sfruttati di ogni colore.

E’ stato l’anno delle rivolte contadine in India e degli sfruttati dell’Indonesia e dall’America Latina.

E’ stato l’anno della lotta internazionale delle donne contro lo sfruttamento capitalista e contro la violenza di genere che è suscitata e rafforzata dai rapporti di dominio del capitale impersonale.

E’ stato l’anno dove il problema del pane e della fame bussa anche alle porte del grasso Occidente e non solo nel resto del mondo affamato dall’imperialismo, con le migliaia di proletari e senza riserve a Milano in coda per i pacchi alimentari e i 50 milioni di americani che già oggi soffrono per l’insicurezza alimentare.

Il 2021 inizia con nuovi sconvolgimenti. I governi dei padroni e delle necessità del capitale impersonale hanno tirato un sospiro di sollievo quando il capofila dell’oppressione capitalista ed imperialista globale, con l’avvio dell’era Biden ed il tramonto dell’era Trump, avrebbe potuto ritrovare il bandolo della matassa risolutore delle prorompenti contraddizioni del 2020, a cominciare dalla pseudo cura della pandemia rappresentata dal novello vaccino.

La crisi che ha determinato il 2020 è profonda, sistemica ed irrisolvibile se non attraverso la preparazione di un nuovo macello imperialista e che acuisce anche una polarizzazione sociale profonda, acuta e difficilmente riassorbile nel normale tran tran della democrazia liberale ed elettoralistica. Quello che succede negli USA obbliga le altre potenze capitaliste ed imperialiste, e l’Italia del governo Conte, dei padroni di Confindustria e della finanza a procedere di conseguenza.

Noi non abbiamo patria si unisce alla presa di posizione del Nucleo Comunista Internazionalista [che questo blog invita a leggere qui].

Il 6 gennaio 2021 abbiamo assistito ad un tentativo di contro golpe del partito di Trump, finalizzato a sovvertire il risultato elettorale dalla piazza ma anche dall’alto delle istituzioni dello Stato. Un contro golpe che è contro il proletariato multirazziale degli Stati Uniti (e a tutti gli sfruttati e proletari del mondo).

Noi non abbiamo patria vuole esprimere il sostegno internazionalista a tutti i giovani proletari black, bipoc, nativi e bianchi che hanno scosso con le loro energie, coraggio e lotta gli Stati Uniti durante la lunga estate ed il lungo autunno 2020. Siamo con voi!

Però, vogliamo chiarire sin da subito a tutti i compagni ed ai coraggiosi rivoltosi proletari del 2020:

Non abbiamo assistito ad un tentato golpe “fascista”, quanto abbiamo visto è stato un tentato golpe democratico, condotto in nome della democrazia e per la democrazia (l’unica possibile) del capitalismo razziale e colonialista, che richiede una svolta autoritaria dello Stato democratico per sottomettere il proletariato e gli sfruttati dei paesi dominati dall’imperialismo.

Durante tutta la giornata di ieri e di oggi Biden, Harris ed il sindaco democratico di Washington D.C. (una delle città a più alta densità black degli USA) hanno imbonito i “cittadini” (ossia i lavoratori di tutti i colori) di “rimanere calmi, di stare a casa”. Perché nessuna interferenza dalla piazza proletaria è consentita nel braccio di ferro in corso e non definitivamente risolto tra l’ala “globalista” del capitalismo a stelle e strisce e quella altrettanto capitalista “sovranista”.

Affidarsi a questi democratici, allo Stato democratico, alla polizia democratica, alla Guardia Nazionale a Biden e Harris è presentarsi disarmati di fronte al Law Enforcement dello Stato (vuoi che sia in versione democratica liberale o democratica trumpista).

L’uso del Law Enforcement dello Stato per cacciare i trumpisti che occupavano il Capitol, già oggi è in funzione per sottomettere il proletariato multirazziale e meticcio degli Stati Uniti d’America, attraverso la confermata necessità di isolare, soffocare e reprimere l’estremismo anarchico e comunista e di attacco ai sacri simboli della proprietà privata che il movimento per George Floyd ha rappresentato. Qualsiasi sarà il risultato del braccio di ferro tra le ali del capitale, queste condividono la necessità di rafforzare lo Stato della legge e dell’ordine antiproletario sul piano nazionale e sul piano dell’aggressione imperialista agli sfruttati ed oppressi dall’America Latina, all’Africa, del Medio Oriente e dell’Asia.

Mantenere e rafforzare l’autonomia politica dei proletari dallo Stato democratico è l’unica strada per contrastare la svolta in senso ancor più autoritaria della società capitalistica e delle sue istituzioni democratiche, mantenere l’indipendenza e la distanza da ogni frontismo liberal democratico e “antifascista” è quanto più necessario.

Vedere a distanza di 6 mesi il Capitol bruciare ancora, il tempio della democrazia occidentale profanato di nuovo, deve solo incoraggiare il mostro meticcio proletario nella sua battaglia internazionalista, mentre spaventa i governi ed i capitalisti di tutto il mondo.

2 pensieri riguardo “Contro Biden, contro Trump e contro la chiamata in armi a difesa del simulacro dello Stato democratico

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