Aggiornamento sulla situazione dei lavoratori FCA negli USA

Agli scioperi spontanei di giovedì e venerdì della scorsa settimana presso lo stabilimento di Detroit Jefferson North Assembly, sabato c’è stato lo sciopero delle linee presso lo stabilimento FCA Sterling Heights sempre a Detroit, sempre per rivendicare il diritto alla difesa della salute prima di tutto, contro i nuovi casi di COVID-19 nelle fabbriche e stabilimenti delle produzioni dell’auto.

Queste sono iniziative di quella quantità di scioperi per la difesa della salute e contro il COVID-19 che spontaneamente sono promossi dai lavoratori negli Stati Uniti: Amazon, Target, Wallmart, WholeFoods, Instcart, impianti di macellazione, stabilimenti dell’agro business, cantieri navali del Maine, lavoratori degli ospedali (per cui la settimana scorsa è stata caratterizzata dagli scioperi del personale medico infermieristico e ospedaliero), dei trasporti privati di merci (camionisti e uber) e dei mezzi pubblici. Scioperi che fanno fatica a trovare un collegamento unitario delle lotte e che solo a tratti si intrecciano con il movimento di massa contro il razzismo e per lo smantellamento della polizia (perchè sostanzialmente irriformabile e razzista) composto da neri, latini e bianchi senza riserve.

Oltre a doversi confrontare con la repressione (che è dei padroni, della polizia, del governo e anche da parte del nuovo squadrismo bianco), soprattutto nell’industria dell’auto gli operai e le operaie devono confrontarsi con il collaborazionismo del sindacato UAW, che sostiene i padroni nelle minacce e ritorsioni nei confronti dei lavoratori che si oppongono al lavorare a “qualsiasi costo”.

Quello che segue è un secondo comunicato dei comitati per la difesa della salute dei ranghi e delle linee degli operai degli stabilimenti FCA di Jefferson North e Sterling Heights di Detroit.


PER CONTATTI jnapsafety@gmail.com

I Comitati per la difesa della salute dei ranghi e delle linee degli stabilimenti FCA della Jefferson North e della Sterling Heights denunciano gli oltraggiosi tentativi da parte della Fiat Chrysler e da parte della UAW di intimidire e zittire i lavoratori con la minaccia del licenziamento di chiunque è coinvolto in blocchi della produzione per proteggere loro stessi dal COVID-19.

Lunedì, i manager agli stabilimenti della FCA in tutti gli Stati Uniti hanno letto la comunicazione di Mike Resha, capo di FCA North American manufacturing, che ha dichiarato che questo tipo di comportamenti “non saranno tollerati”.

La FCA, il comunicato avverte, “investigherà immediatamente su qualsiasi non autorizzato blocco delle linee e in maniera appropriata, immediata e decisa agirà sul lavoratore che è stato trovato ad istigare queste iniziative”.

Queste minacce dicono di più circa l’attitudine della azienda nei confronti della salute dei lavoratori, i cui comunicati stampa dichiarano di “mettere la salute al primo posto”. Se gli impianti fossero stati veramente sicuri, allora FCA non dovrebbe minacciare di licenziare i lavoratori che stanno tentando di proteggere loro stessi, le loro vite e quelle dei loro familiari contro una malattia mortale. Il management sta facendo delle ritorsioni perché i lavoratori degli stabilimenti FCA di JNAP e SHAP hanno osato fermare la produzione la scorsa settimana per rivendicare condizioni di lavoro sicure.

Gli stabilimenti non sono sicuri e non dovevano essere riaperti. Questo virus letale si sta diffondendo come un incendio, specialmente nei grossi reparti. Le nostre fabbriche sono come città dentro le città ed è impossibile per migliaia di lavoratori applicare il distanziamento sociale. Noi abbiamo già perso almeno 26 operai per il COVID-19, compresa Sylvia Hammock, Jerry Hayes e Ricardo Smith nello stabilimento SHAP. Quanti altri padri, madri, sorelle e fratelli devono morire?

Se la UAW ci sostenesse, noi dovremmo essere a casa ora. Ma la UAW è stata corrotta dalle multinazionali.

Il messaggio generale che arriva dalla FCA e dalla UAW è: “costruite questi camion, essi sono più importanti delle vostre vite”.

Ma noi non siamo schiavi e non ci faremo intimidire. Per questo i lavoratori degli stabilimenti JNAP e SHAP hanno costituito i comitati per la salute dei ranghi e delle linee, indipendenti dalla UAW e dall’azienda, per batterci per i nostri interessi.

I nostri comitati hanno 6 rivendicazioni:
1. I lavoratori devono immediatamente essere informati di qualsiasi caso di COVID-19 all’interno della fabbrica e in quale reparto è stato verificato. Queste informazioni non possono essere tenute segrete e nascoste ai lavoratori.

2. Quando c’è un caso di Covid-19 confermato la fabbrica deve essere fermata per 24 ore, consentendo una profonda e accurata sanificazione e non solo del singolo reparto ma dell’intero stabilimento. La manutenzione preventiva è necessaria per consentire un ambiente di lavoro sicuro e confortevole.

3. Il distanziamento sociale deve essere assicurato durante i cambi turno, le pause per il bagno, il pranzo e le altre pause e per le entrate e le uscite dalla fabbrica.

4. La linea deve essere fermata ogni ora per dieci minuti per consentire il riposo, togliersi la maschera e prendere area fresca.

5. I lavoratori devo avere regolari test. Il controllo della temperatura e la segnalazione da parte del lavoratore se accusa sintomi non è sufficiente.

6. Se le condizioni di lavoro non sono sicure, i lavoratori HANNO IL DIRITTO DI RIFIUTARSI DI LAVORARE, SENZA SUBIRE MINACCE O RITORSIONI DA PARTE DEL MANAGEMENT O DELLE UNIONS.

Se un lavoratore può essere licenziato perché si rifiuta di lavorare in condizioni pericolose, questo può accedere a chiunque. I nostri comitati sostengono il principio noto che dice “ledono uno è una ferita a tutti”.

I lavoratori hanno il diritto di intraprendere azioni collettive contro le ritorsioni del management. Se un lavoratore subisce provvedimenti disciplinari perché si è opposto alle condizioni di lavoro non sicure, allora tutti i lavoratori devono fermare la produzione finché lui o lei non ritorna al lavoro.

Questa non è una lotta contro Fiat Chrysler. L’intera classe lavoratrice è in lotta indipendentemente se lavori a Target, Starbucks, Walmart o Amazon o se tu produci macchine per Ford, VW, Toyota o altre multinazionali nel mondo. Questa pandemia non fa distinzioni di razza o nazionalità.

Le multinazionali e i governi di tutto il mondo stanno tentando di obbligare i lavoratori in condizioni di lavoro pericolose, con l’obiettivo di mantenere la produzione dei loro profitti.

I lavoratori non possono e non accetteranno questa scelta immorale tra lavorare o morire o tra essere disoccupati e affamati. Le banche e le multinazionali che hanno fatto migliaia di miliardi con i piani di salvataggio dei governi hanno più che abbastanza soldi accumulati per assicurare un salario per i lavoratori non essenziali e lasciarli a casa, e per provvedere alle condizioni di sicurezza personali per i lavoratori essenziali.

Il nostro scattare in piedi agli stabilimenti FCA di JNAP e SHAP è parte di un movimento in crescita di lavoratori negli Stati Uniti e in giro per il mondo per combattere la pandemia. E’ urgente che tutti i lavoratori costituiscano nelle loro fabbriche e stabilimenti i comitati per la difesa della salute, così da unificare la lotta di tutti i lavoratori. Noi non possiamo fare affidamento a nessuno per avere quello di cui abbiamo bisogno. No dobbiamo alzarci in piedi per i nostri diritti e per avere certezza che noi possiamo ottenere quello di cui abbiamo bisogno.


dal wsws: https://www.wsws.org/

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