STAMPA DEMOCRATICA BUONA PER IL CESSO!

(Roma, 30 giugno 2020)

Che le radici del razzismo siano profonde e che queste affondano nella struttura sociale complessiva del moderno capitalismo sorto dalle ceneri del vecchio mondo attraverso l’oppressione coloniale, l’espropriazione delle terre e lo schiavismo, e che non è semplicemente una escrescenza intricata di leggi, polizia e discriminazione degli Stati lo stanno dimostrando le lotte contro la violenza della polizia ed il razzismo sistemico negli USA esplose ed estesesi durante questo ultimo mese, mentre il COVID-19 fa soprattutto vittime nei quartieri poveri (quelli abitati dalle comunità afroamericane, latine e di immigrati), nelle favelas di Rio de Janeiro e di San Paolo in Brasile, nei campi del moderno schiavismo del caporalato vicino Mondragone, nelle fabbriche della macellazione della carne e negli stabilimenti della logistica.

Elementi strutturali dell’insieme delle relazioni del capitale che nella sua crisi amplificano le differenze e le contrapposizioni tra chi sta più in basso, ma che l’unità di lotta di chi sta più in basso (quel proletariato “nero” e “bianco”) può ostacolare e contrastare.

L’ideologia politica e l’azione politica degli “Orchi” alla Trump o dei “populisti” alla Salvini sono l’ultimo dei problemi. Va spazzata via, denunciata, contrastata quella immensa SPAZZATURA DEMOCRATICA E LIBERALE che continuamente nasconde le origini strutturali e sistemiche del razzismo, che a differenza dei bruti qui sopra, A PARTE I CALCI IN CULO DEL MOVIMENTO DI MASSA DEGLI SFRUTTATI NON MERITA NEMMENO MENZIONE DEI LORO NOMI.

Il razzismo bianco, di chi vuole affermare e difendere questo sistema neocoloniale, interno ed esterno, in questi giorni sta mettendo in scena prove tecniche di guerra sociale. Lo squadrismo bianco sfida le proteste di massa negli USA. Si ripetono sempre più frequentemente attacchi armati alle manifestazioni contro il razzismo, con il loro strascichi di ulteriori morti (ben 4 tra Louisville, Chicago due giorni fa), che si aggiungono agli omicidi a sfondo razziale della polizia.

La stampa borghese, democratica e liberal descrive le azioni armate squadriste come “sparatorie” durante le manifestazioni, come nel recente caso di Louisville di due giorni fa, quando raffiche di colpi sono stati esplosi da uno o più uomini uccidendo un giovane afroamericano e ferendone altri.

Perché usano il sostantivo “sparatorie”, in inglese “shooting”? Non solo per celare questi atti come aggressioni squadristiche ma anche per orientare l’opinione pubblica che una vaga violenza serpeggia all’interno delle manifestazioni di protesta.

Sparatoria è il termine usato per descrivere atti di violenza tra gang che finiscono in malo modo.

In sostanza ecco cosa succede se gli sfruttati si auto organizzano e lottano contro la polizia, se la generosa e coraggiosa mobilitazione di questo movimento di massa di giovani neri, marroni e bianchi scaccia i cops dalle strade e dai quartieri: emerge la violenza incontrollata, sparisce la convivenza civile, nessuno è più al sicuro sotto l’ala protettrice dello Stato e della polizia. BUFFONI, IDEOLOGI DA QUATTRO SOLDI E SERVI DEL CAPITALE!

Sparatoria gli attacchi armati notturni al CHAZ di Seattle della settimana scorsa, sparatoria gli ulteriori attacchi armati razzisti di questo ultimo fine settimana.

Qualcuno potrebbe pensare che questo è quanto produce la stampa USA, ma da noi la verità del razzismo è raccontata con obiettività. Le foto che seguono sono una carrellata della stessa melassa democratica razzista che la stampa democratica e liberale italiana riporta: “SPARI SUI MANIFESTANTI”, “SPARI DURANTE LA PROTESTA”.

Da parte di chi e perché non è dato descriverlo, riportarlo sui media. Potrebbero essere stati commercianti a difesa dei loro esercizi, o per “giustizia personale” dopo che i rivoltosi neri hanno sfasciato (saccheggiato) i loro negozi? E anche se fosse?

Questo, è il senso ben orchestrato della stampa razzista democratica italiana.

E’ emblematica di questa sostanza “La Repubblica”, quando successivamente alla notizia degli “spari” riporta in un trafiletto il video e foto dell’ormai famosa ricca coppia di avvocati di Saint Louise che si apposta armi in pugno nel giardino della loro lussuosa villetta, minacciando il corteo che passa di lì a non avvicinarsi. Direte, dov’è il miserabile razzismo democratico di “La Repubblica”?

E’ il contesto che descrive nel riportare la notizia: “Poco prima i manifestanti avevano sfondato un cancello nel quartiere, secondo quanto riportato dalla NBC… La casa della coppia era finita sulla rivista Saint Louis nell’agosto 2018 dopo che avevano completato un’importante ristrutturazione”.


Capito il messaggio? La coppietta di avvocati si premuniva armi in pugno che la loro proprietà non venisse oggetto di vandalismo.

Che la rabbia dei Bulgari di Mondragone o dei lavoratori immigrati della logistica possano un giorno fare l’uso che se ne conviene di tutta questa stampa civile e democratica: CARTA DA CULO!

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