US Protests continue: WE ALL ARE GEORGE!

(Roma, 5 giugno 2020)

Dopo 9 giorni le proteste continuano. Sono almeno 300 le città, grandi e piccole, che hanno visto scendere in piazza migliaia di giovani afroamericani, bianchi e latinos contro l’assassinio rassista di George Floy.

Un assassinio razzista, che come gridano le piazze in rivolta, non è operato da un gruppo di mele marce della polizia.
E’ un assassinio dello Stato!
Ma è anche l’assassinio di un sistema sociale ed economico globale che fà dell’uomo una merce, solo utile per produrre il profitto.
Lo chiarisce Mr. Trump – e la sua canaglia di followers bianchi – che di fronte al covid le vite umane non hanno importanza, la produzione non si deve fermare costi quel che costi.

Con queste parole Mr. President ha risolto (ha pensato di poter risolvere) gli scioperi operai e operaie che da inizio maggio si protraggono nelle produzioni e nelle fabbriche dell’agro industria, dove l’infezione da covid 19 ha fatto ammalare 20000 lavoratori (e centinaia sono morti).

Alle proteste, partecipate dalla gioventù proletaria e di senza riserve, si coagula quindi la rabbia verso un sistema, che anche nella pandemia, manifesta ed evidenzia ed acuisce le divisioni di classe: tra chi produce e chi si appropria della ricchezza sociale; tra chi scarica sulla società i costi sociali di un modello di sviluppo che travolge la natura ma privatizza i profitti; tra bianchi e neri (e immigrati). E alle proteste partecipano anche quei lavoratori bianchi, neri e latinos che negli ospedali, nelle warehouse della logistica e delle fabbriche della produzione agro industriale sono in lotta da Aprile per sostenere che la vita viene prima del profitto.

TRA CHI RITIENE CHE QUESTA PANDEMIA E’ UNA NORMALE INFLUENZA, ed i quartieri delle città americane dove il covid colpisce al 65% la gente afroamericana ed ispanica!

Ma l’uso della polizia, della guardia nazionale e (come vorrebbe Mr. President) dell’esercito nelle strade non ferma la protesta che continua in centinaia di città a sfidare il coprifuoco.

Nonostante le migliaia di arresti, però l’invincibile ed intoccabile STATO americano, scricchiola. Il 6 giugno ci saranno in Italia manifestazioni in molte città indette dal siCOBAS perchè i costi del covid e della pandemia non li paghino quelli che vivono solo del proprio lavoro.

PARTECIPIAMO AL MOTTO WE ALL ARE GEORGE!

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