U.S.A. Minneapolis – Scoppia la rivolta

(Roma, 29 maggio 2020)

Il brutale assassinio di George Floyd a Minneapolis è l’altra faccia di un sistema sociale che ha in disprezzo la vita, ma solo obbedienza al profitto.

Guarda prima il video del distretto 3 della Polizia di Minneapolis dato alle fiamme tra la notte del 28 e del 29 maggio 2020.
https://m.youtube.com/watch?v=f4z3KA8mbys

La gente afroamericana di Minneaopolis è in rivolta dopo il brutale assassinio di George Floyd da parte degli agenti di polizia.
Alla protesta non ci sono solo gli afro americani, ma partecipano stavolta anche molta gioventù bianca proletaria e precaria.
L’assassinio di George Floyd non solo è l’ennesimo atto di brutale omicidio razzista compiuto dalle forze dello Stato, ma oggi più che mai è l’altra faccia di un sistema sociale che ha in disprezzo la vita umana, ma ha obbedienza solo alla sete di profitto.
E’ l’altra faccia della violenza delle companies dell’agro industria e della produzione della carne che impongono migliaia di lavoratori (principalmente immigrati latinos) a rischiare la salute senza alcuna protezione e per cui più di 15 mila lavoratori si sono ammalati in fabbrica di Covid-19 e centinaia sono morti.
https://paydayreport.com/immigrant-farm-workers-strike-acr…/
Sono gli Stati Uniti di Trump che sostiene che gli impianti industriali di lavorazione della carne e dell’agro industria devono produrre costi quel che costi.
Ce lo dicono i più di 60000 operatori sanitari che si sono ammalati di Covid-19.
Ce lo dice l’omicidio di George Floyd.
Ce lo dicono i più di 100000 morti a causa del Covid-19. Ma l’america ha anche una anima proletaria che non vuole soggiacere a questo stato di cose.
Ce lo dicono gli scioperi degli Essential Workers della logistica, di Amazon e di FedEx, degli ospedali, delle fabbriche dell’agro industria, dei centri commerciali, della Ford.
Ce lo dice la rabbia proletaria di Minneapolis di questi giorni, di queste ore.
Nel video i giornalisti TV si domandano: sono ore che la violenza e la distruzione del distretto di polizia và avanti, senza che nè altre forze di polizia, nè i pompieri e nè la “Guardia Nazionale” (chiamata lì ad intervenire e rimettere ordine nelle strade con i soldati e i militari) sono lì ad impedirlo.
Per quanto incosciente e primordiale, questa rabbia già ora provoca le defezioni nel corpo del mostro che non appare più così proprio invincibile ed intoccabile.
E allora il distretto di polizia brucia con i manifestanti che alimentano le fiamme.
E qui in Europa, in Italia? Anche qui, governo Conte, banche e padroni, non vi vedo così sbruffoni.

(Roma, 29 Maggio 2020)

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